Massimo duemila euro in contanti e nessun limite specifico a prelievi e versamenti in banca. Sono le novità introdotte dal decreto n. 124/2019, collegato alla Legge di Bilancio. Il tetto dei tremila euro per i pagamenti in contanti – introdotto nel 2016 – da oggi scende a duemila euro per poi calare ulteriormente a mille euro a partire da gennaio 2022. Per i pagamenti di importo maggiore diventa obbligatorio l’utilizzo di bonifici, strumenti digitali, carte di credito e bancomat. Il concetto di fondo è la tracciabilità: le sanzioni partono da 3.000 euro e arrivano fino a 50.000 euro per una singola operazione, secondo la gravità dell’infrazione. Il tetto riguarda anche donazioni e prestiti fatti tra famigliari. La “stretta” al contante ha un duplice obiettivo: contrastare l’evasione fiscale e combattere il riciclaggio del denaro sporco.

Pagamenti in contanti: il limite massimo scende a duemila euro
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