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Coronavirus, ecco come le imprese possono garantire lo smart working

Il Covid-19 cambia il modo di lavorare e le aziende si attrezzano per rispondere alla richiesta di farlo da casa. Ma come si fa a mantenere gli stessi livelli di sicurezza previsti dalle policy aziendali quando un computer o uno smartphone non sono più all’interno del perimetro aziendale?

A fronte di una maggiore sofisticazione degli attacchi contro l’infrastruttura digitale in espansione, tra cui quelli guidati dall’intelligenza artificiale e dall’apprendimento automatico, si può fare smart working con il cloud e soluzioni di software as a service (cioè “su richiesta”).

Per proteggere reti e computer vengono usati firewallproxy, limitazione della navigazione web, messaggistica ed email sicure, perfino controlli tramite sistemi anti intrusione (IPS/IDS).

Ci vuole buon senso e diversi accorgimenti relativi alla dotazione informatica: fornire una Vpn (Virtual private network) sicura ai dipendenti, limitare i diritti di accesso di chi si collega alla rete aziendale e proteggersi con software di sicurezza.

Come è importante lavarsi le mani per tenere il nostro organismo in salute e al sicuro da ospiti indesiderati come i virus, è altrettanto fondamentale seguire un insieme di norme di igiene cibernetica per tenere i nostri computer protetti e funzionanti. Prima di cominciare a lavorare da casa, è bene sapere quali sono i file, i folder e gli altri strumenti necessari a farlo. Ecco alcuni step:

1. Assicuratevi di avere una buona connessione a Internet
2. Controllate se i sistemi operativi in uso siano aggiornati
3. Scegliete con oculatezza i sistemi di lavoro collaborativo usandoli come un ufficio virtuale. Ma ricordate ai colleghi di non scambiarsi password in maniera insicura.

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